Dolore alla base del pollice quando sollevi o afferri: quando è la sindrome di De Quervain
Prendere in braccio il bambino, versare l’acqua dalla pentola, girare la chiave nella toppa, strizzare uno straccio: gesti banali che a un certo punto iniziano a far male in un punto preciso, sul lato del polso dove comincia il pollice. Il dolore a volte risale lungo l’avambraccio, altre volte c’è un piccolo gonfiore, e nei casi più fastidiosi il pollice sembra “incastrarsi” o scattare quando lo muovi. Afferrare con forza diventa un problema, e ogni presa ricorda che qualcosa non va.
È un quadro che vedo con regolarità nello studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro, e durante le visite a domicilio a Fano e nei dintorni. Colpisce spesso chi ripete a lungo lo stesso gesto di presa: neomamme e neopapà che sollevano decine di volte al giorno il neonato, chi lavora con le mani, chi passa ore a digitare o a usare il pollice sullo smartphone. Spesso chi arriva ha già sentito parlare di “tendinite al polso” ma non ha un quadro chiaro di cosa stia succedendo.
Il malinteso più comune è confondere questo dolore con la sindrome del tunnel carpale. Sono due cose diverse, con cause diverse e trattamenti diversi. La sindrome di De Quervain è un’infiammazione della guaina che avvolge i due tendini che muovono il pollice verso l’esterno: quando la guaina si irrita e si ispessisce, quei tendini scorrono con attrito e ogni movimento del pollice diventa doloroso. Non è un problema di nervi, ma di tendini e del loro rivestimento.
Come riconoscere il De Quervain
La presentazione è abbastanza tipica, anche se la conferma diagnostica spetta sempre a una valutazione clinica diretta:
- Dolore sul lato del polso dalla parte del pollice, proprio sopra l’osso sporgente alla base
- Peggioramento quando si afferra, si solleva un peso, si torce il polso o si stringe qualcosa con forza
- Possibile gonfiore localizzato nella stessa zona, a volte con la sensazione di uno scatto muovendo il pollice
- Dolore che può risalire lungo l’avambraccio
- Un test semplice e indicativo: chiudere il pollice dentro il pugno e piegare il polso verso il lato del mignolo — se scatena un dolore acuto sul lato del pollice, è un segno compatibile con il De Quervain
Questo test (chiamato test di Finkelstein) è orientativo, non una diagnosi: serve una valutazione per distinguere il De Quervain da altre cause di dolore nella stessa zona, come l’artrosi alla base del pollice.
Tunnel carpale o De Quervain? Come distinguerli
È la confusione più frequente, ma i due problemi si riconoscono bene perché parlano linguaggi diversi. Vale la pena tenerli separati, perché l’approccio cambia completamente:
- De Quervain è un problema di tendini: dà dolore meccanico, che compare e peggiora con il movimento del pollice e con la presa, ed è localizzato sul lato esterno del polso
- Tunnel carpale è un problema di nervo (il nervo mediano compresso nel polso): dà formicolii, bruciore e intorpidimento a pollice, indice e medio, tipicamente di notte, con la mano che “si addormenta”
- Nel De Quervain il fastidio è dolore da movimento; nel tunnel carpale sono formicolii e perdita di sensibilità
- Le due condizioni possono anche coesistere, ma si trattano in modo diverso: per questo la distinzione va fatta prima di iniziare qualsiasi percorso
Se i tuoi sintomi sono soprattutto formicolii notturni alle dita, più che dolore alla base del pollice, il quadro potrebbe essere il tunnel carpale, di cui ho parlato in un articolo dedicato. Una valutazione chiarisce di quale dei due si tratta.
Quando serve prima il medico
Nella maggior parte dei casi il De Quervain si gestisce bene con un percorso conservativo, ma alcune situazioni richiedono una valutazione medica prima di tutto il resto:
- Dolore comparso dopo un trauma diretto o una caduta sul polso, per escludere lesioni ossee
- Gonfiore importante con rossore e calore marcati, che richiede di escludere una causa infiammatoria o infettiva
- Sintomi che non migliorano nonostante il riposo e le prime modifiche dei gesti: in questi casi il medico può indicare esami di approfondimento, un’infiltrazione o, nelle forme resistenti, l’opzione chirurgica
La fisioterapia si inserisce dopo aver chiarito il quadro, e in molte forme lievi-moderate è proprio il primo approccio da provare.
Cosa funziona
Il De Quervain è un problema di sovraccarico: i tendini si sono irritati perché sollecitati troppo, troppo spesso, nella stessa direzione. Il percorso punta quindi a togliere il carico eccessivo, calmare l’irritazione e poi ricostruire la tolleranza del tendine al lavoro. In genere comprende:
- Modifica temporanea dei gesti che scatenano il dolore, senza per forza fermare tutto ma cambiando il modo in cui si eseguono
- Un tutore per il pollice e il polso, utile soprattutto nella fase più irritata per far riposare i tendini
- Terapia manuale e lavoro sui tessuti per ridurre l’attrito e il dolore
- Esercizi graduali di carico per il pollice e il polso, per riportare il tendine a tollerare i gesti quotidiani
- Consigli pratici sull’ergonomia del gesto ripetuto — ad esempio come sollevare il neonato distribuendo lo sforzo, o come impugnare gli oggetti riducendo lo stress sul pollice
L’obiettivo non è “spegnere” il dolore e basta, ma capire perché quel tendine si è sovraccaricato e rendere la mano capace di tornare a fare i gesti di prima senza ricadere.
Domande frequenti
Passa da solo con il riposo?
A volte, nelle forme molto lievi e se si riduce davvero il gesto che lo ha causato, il fastidio si attenua da sé. Ma quando il gesto non si può eliminare — ed è il caso classico di chi accudisce un neonato — il solo riposo raramente basta, perché la sollecitazione riprende ogni giorno. In quei casi conviene intervenire presto, prima che l’irritazione si cronicizzi.
Devo smettere di prendere in braccio il bambino?
Quasi mai è necessario, e nemmeno realistico. Molto più spesso si tratta di cambiare il modo di sollevarlo, distribuendo lo sforzo su tutta la mano e sull’avambraccio invece di caricare il pollice, e di alternare le prese. Sono piccoli accorgimenti che, insieme al trattamento, riducono lo stress sui tendini pur continuando a fare ciò che serve fare.
Devo tenere il tutore tutto il giorno?
Dipende dalla fase. Nel periodo più doloroso può essere utile indossarlo nelle attività che scatenano il dolore, ma non va inteso come soluzione permanente: immobilizzare troppo a lungo indebolisce. L’idea è usarlo per proteggere finché serve, riducendone l’uso man mano che i tendini tornano a tollerare il carico.
È colpa dello smartphone?
Lo smartphone può contribuire, perché l’uso intenso del pollice sulla tastiera è proprio uno dei gesti ripetitivi che sollecitano quei tendini, ma raramente è l’unica causa. Di solito è la somma di più gesti — accudimento, lavoro, telefono — a superare la soglia di tolleranza del tendine. Ridurre l’uso del pollice sul telefono, in ogni caso, è uno degli accorgimenti che aiutano.
Hai dolore al polso dal lato del pollice e vuoi capire cosa fare?
Distinguere il De Quervain dalle altre cause di dolore in quella zona è il primo passo per non perdere tempo con l’approccio sbagliato. Ricevo nello studio di Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro, e lavoro a domicilio a Fano e nei dintorni — comodo per chi ha un neonato e fatica a spostarsi. Scrivimi su WhatsApp.
Dott. Davide Diamantini — Fisioterapista con studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro. Attivo a domicilio a Fano e dintorni. Iscritto all’albo n. 799.
