Una spalla più alta e la schiena curva di lato: scoliosi e atteggiamento scoliotico nell’adulto

Una spalla più alta dell’altra, la schiena curva di lato: cosa significa davvero

Ti guardi allo specchio, o ti vedi in una foto, e noti qualcosa che prima non avevi notato: una spalla più alta dell’altra, il busto leggermente inclinato, una scapola che sporge più dell’altra, i pantaloni che cadono storti perché anche il bacino sembra asimmetrico. A volte è solo un’impressione estetica, altre volte si accompagna a una schiena che si stanca facilmente da un lato, o a un dolore che compare quando resti a lungo nella stessa posizione.

È un motivo di preoccupazione con cui le persone arrivano spesso nello studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro, e durante le visite a domicilio a Fano e nei dintorni. La parola che tutti hanno in mente è “scoliosi”, ma dietro quella parola ci sono situazioni molto diverse tra loro, che vanno distinte con attenzione perché richiedono percorsi — e a volte figure professionali — differenti.

La distinzione più importante è tra un atteggiamento scoliotico e una scoliosi strutturale vera. L’atteggiamento scoliotico è un’asimmetria posturale: la colonna è di per sé sana, ma il corpo assume una posizione sbilanciata per abitudini, per un dolore, per una differenza di lunghezza tra le gambe o per altri fattori; è un’asimmetria che tende a ridursi cambiando posizione. La scoliosi strutturale, invece, è una curva stabile della colonna, con una rotazione delle vertebre, che non si corregge semplicemente raddrizzandosi. Capire in quale delle due ci si trova cambia tutto.

Atteggiamento scoliotico o scoliosi strutturale?

Alcuni elementi aiutano a orientarsi, pur restando indicativi: la distinzione certa richiede una valutazione clinica e, quando indicato dal medico, una radiografia.

  • Atteggiamento scoliotico: l’asimmetria si attenua o scompare in certe posizioni — per esempio sdraiandosi o piegandosi in avanti — e spesso è legata a fattori correggibili come postura, dolore o differenza di lunghezza degli arti
  • Scoliosi strutturale: la curva resta anche cambiando posizione, e piegandosi in avanti si nota una sporgenza di un lato del dorso o della zona lombare (il cosiddetto gibbo), segno della rotazione vertebrale
  • La scoliosi strutturale si conferma e si misura con una radiografia, attraverso un valore chiamato angolo di Cobb, che dice quanto è importante la curva
  • Le due condizioni non si affrontano allo stesso modo: per questo l’inquadramento iniziale è la parte più importante

Dove finisce il campo della fisioterapia e inizia quello dello specialista

Su questo tema è giusto essere chiari, perché non tutto rientra nel lavoro del fisioterapista. Alcune situazioni vanno prima di tutto inquadrate — e gestite — dal medico specialista, fisiatra o ortopedico:

  • La scoliosi in età evolutiva, negli adolescenti in fase di crescita, è di competenza specialistica: è lì che si decide sul monitoraggio radiografico, sull’eventuale corsetto e, nelle curve severe, sulla chirurgia. Non è l’argomento di questo articolo, che parla dell’adulto
  • Le curve importanti, quelle che progrediscono nel tempo, o quelle accompagnate da dolore intenso, richiedono la valutazione del fisiatra o dell’ortopedico
  • La comparsa di formicolii, debolezza o intorpidimento alle gambe, o disturbi che seguono una deviazione della colonna, va sempre segnalata al medico
  • Le decisioni su corsetto e intervento chirurgico sono mediche: la fisioterapia non le sostituisce

In questo articolo parlo dell’adulto con un atteggiamento scoliotico o con una curva lieve già inquadrata dal medico: è la situazione in cui la fisioterapia ha un ruolo utile e ben definito.

Cosa può fare la fisioterapia nell’adulto

Va detto con onestà: nell’adulto la fisioterapia non “raddrizza” una colonna che ha una curva strutturale, e chi promette di farlo non è corretto. L’obiettivo, invece, è concreto e prezioso — migliorare come la schiena funziona e come sta. Il lavoro, costruito sulla singola persona, di solito comprende:

  • Migliorare la mobilità e la flessibilità della colonna e delle zone che compensano l’asimmetria
  • Rinforzare in modo equilibrato la muscolatura del tronco, spesso più debole o sbilanciata da un lato
  • Gestire il dolore e l’affaticamento che possono accompagnare l’asimmetria posturale
  • Lavorare sulla consapevolezza della postura nelle attività quotidiane e sul controllo del movimento
  • Nell’atteggiamento scoliotico, affrontare il fattore che lo mantiene — che sia un’abitudine, un dolore o una differenza di appoggio

Nell’adulto il metro del successo non è quanti gradi misura la curva, ma quanto la schiena si muove bene, regge la giornata e non fa male. Su questo si può fare molto.

Domande frequenti

Da adulto si può raddrizzare la schiena?
Se si tratta di un atteggiamento scoliotico, cioè di un’asimmetria posturale, spesso si può migliorare parecchio agendo sulla causa. Se invece è una scoliosi strutturale, la curva ossea non si “raddrizza” con l’esercizio: si lavora su mobilità, forza, funzione e dolore, ottenendo miglioramenti reali sulla qualità della vita anche senza cambiare i gradi della curva. Prometterti il contrario sarebbe scorretto.

La scoliosi fa sempre male?
No. Molte curve, soprattutto quelle lievi, non danno dolore e restano stabili per anni. Il dolore, quando c’è, spesso dipende più da come si usa la schiena, dalla forza muscolare e dalle abitudini che dai gradi della curva in sé. Ed è proprio su questi aspetti che la fisioterapia può incidere.

Gli esercizi possono peggiorare la situazione?
Esercizi adatti e ben dosati non peggiorano la curva; semmai aiutano la schiena a stare meglio. Il rischio nasce da programmi generici presi a caso o da carichi sbagliati per la singola persona. Per questo si parte da una valutazione e si costruisce un lavoro su misura, adeguato al tuo quadro.

Serve la radiografia?
Non sempre. Nell’atteggiamento scoliotico spesso non è necessaria, mentre quando si sospetta una scoliosi strutturale la radiografia serve a confermarla e a misurarne l’entità: la richiede il medico. Se hai già accertamenti recenti, portarli alla valutazione aiuta a impostare il lavoro nel modo giusto.

Hai notato un’asimmetria nella schiena e vuoi capirci di più?

Distinguere un atteggiamento posturale da una curva strutturale è il primo passo per sapere cosa fare — e quando serve lo specialista. Ricevo nello studio di Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro, e lavoro a domicilio a Fano e nei dintorni. Scrivimi su WhatsApp.

Dott. Davide Diamantini — Fisioterapista con studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro. Attivo a domicilio a Fano e dintorni. Iscritto all’albo n. 799.

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