Il gomito fa male dalla parte interna quando stringi qualcosa
Prendi in mano la borsa della spesa e senti una fitta sul lato interno del gomito, quello che guarda il corpo. Stessa cosa avvitando con il cacciavite, strizzando uno straccio, sollevando una cassa. All’inizio è un fastidio che va e viene, poi si presenta con gesti sempre più banali: girare una maniglia, versare l’acqua, dare la mano.
Al golf, in questa zona, non gioca quasi nessuno di quelli che vedo. Nel mio studio al centro Pegaso Salute di Pesaro e a Colli al Metauro questo dolore me lo portano muratori, imbianchini, cuochi, chi lavora al tornio, chi fa palestra con i pesi, chi gioca a tennis o a padel — e parecchie persone che semplicemente hanno passato un fine settimana a potare, montare mobili o spostare scatoloni.
Il falso mito è che serva solo riposo: “tieni fermo il braccio e passa”. Il riposo in genere calma i sintomi, ma appena si torna alle attività di prima il dolore tende a ripresentarsi, perché il tendine non è diventato più capace di reggere il carico. Nella maggior parte dei casi il percorso che funziona meglio va nella direzione opposta: caricare in modo graduale e controllato.
Gomito del golfista o gomito del tennista? La differenza è il lato
Sono due problemi diversi che vengono spesso confusi, e la distinzione più immediata è dove fa male. L’epitrocleite, il gomito del golfista, interessa il lato interno, dove si inseriscono i muscoli che flettono polso e dita. L’epicondilite, il gomito del tennista, riguarda il lato esterno, dove si inseriscono i muscoli che estendono il polso. Anche i gesti che scatenano il dolore sono diversi.
L’epitrocleite (lato interno) si riconosce di solito così:
- Dolore sulla sporgenza ossea interna del gomito, che riesci a indicare con un dito
- Si accende stringendo: presa di forza, cacciavite, borse pesanti, strizzare
- Peggiora piegando il polso verso il palmo contro resistenza
- Fastidio che può scendere lungo l’avambraccio verso il polso
- Presa meno sicura: capita di lasciar cadere qualcosa perché il gesto fa male
L’epicondilite (lato esterno), di cui ho parlato in un altro articolo, si comporta invece così:
- Dolore sulla sporgenza ossea esterna, dal lato del pollice
- Si accende sollevando oggetti a palmo in giù, per esempio la tazzina o il mouse
- Peggiora estendendo il polso contro resistenza
- Tipica di chi usa molto mouse, tastiera o attrezzi leggeri ripetitivi
Un’annotazione importante: se al dolore si aggiungono formicolii o intorpidimento all’anulare e al mignolo, oppure una perdita di forza della mano, il quadro va inquadrato dal medico, perché in quella zona passa anche un nervo che può essere coinvolto. Vale lo stesso per un dolore comparso dopo un trauma diretto, per il gomito gonfio, caldo o arrossato, e per un dolore intenso che non dà tregua di notte.
Perché il tendine si irrita
Un carico superiore a quello che il tendine sa reggere — Non è una malattia che arriva dal nulla: nella maggior parte dei casi è il risultato di richieste ripetute che superano la capacità di recupero del tessuto. Basta un periodo di lavoro più intenso del solito, un trasloco, una ristrutturazione, o l’inizio di un’attività nuova senza gradualità.
Il gesto tecnico sbagliato — Nel tennis e nel padel, una presa troppo stretta o un colpo eseguito con il polso invece che con tutto il corpo caricano l’avambraccio in modo eccessivo. Lo stesso vale in palestra: impugnature scorrette e progressioni troppo rapide sono tra le cause più comuni che vedo.
Spalla e polso che non fanno la loro parte — Il gomito sta in mezzo. Se la spalla è poco stabile o il polso poco mobile, il carico si redistribuisce e la zona interna del gomito ne paga il conto. È il motivo per cui la valutazione non si ferma mai al punto che fa male.
Il tessuto tendineo che cambia — Nelle forme che durano da mesi non troviamo tanto un’infiammazione classica quanto una modificazione della struttura del tendine. È una distinzione con ricadute pratiche: spiega perché ghiaccio e antinfiammatori da soli spesso non bastano, e perché l’esercizio graduale è la parte centrale del percorso.
Si può risolvere senza intervento?
Nella grande maggioranza dei casi l’epitrocleite si gestisce senza chirurgia. Le evidenze disponibili sono piuttosto solide su un punto: il lavoro di carico progressivo sui muscoli dell’avambraccio, accompagnato dalla correzione dei gesti che hanno generato il problema, è ciò che dà i risultati più duraturi. Le terapie passive possono dare sollievo in certe fasi, ma da sole raramente bastano.
Sui tempi voglio essere onesto, perché è la domanda che ricevo per prima: i tendini cambiano lentamente. Si ragiona in settimane, e nelle forme che durano da tempo in qualche mese di lavoro costante. Chi ti promette la guarigione in dieci sedute ti sta vendendo qualcosa. Nei casi che non rispondono a un percorso ben condotto, e sono una minoranza, esistono altre opzioni che valuta lo specialista, chirurgia compresa.
Il mio approccio al gomito del golfista
Parto sempre da due domande: quali gesti ti fanno male e quali ti servono davvero, nel lavoro o nello sport. Il percorso si costruisce lì in mezzo, riducendo ciò che irrita senza fermare tutto:
- Esercizio terapeutico progressivo per i flessori dell’avambraccio, il cuore del trattamento, con carichi calibrati e aumentati nel tempo
- Terapia manuale su avambraccio, gomito e polso, per lavorare su rigidità e tensioni che accompagnano il quadro
- Gestione del carico quotidiano: quali gesti ridurre temporaneamente, come impugnare gli attrezzi, come distribuire i pesi
- Controllo di spalla e polso, perché il gomito raramente è l’unico responsabile
- Correzione del gesto sportivo o lavorativo, dalla presa della racchetta all’uso degli attrezzi in cantiere
- Ritorno graduale all’attività, con criteri chiari su quando aumentare invece di andare a sensazione
Ricevo nello studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro, e lavoro a domicilio in tutta la provincia di Pesaro-Urbino, Fano e Marotta comprese. Per un problema come questo il domicilio ha un lato utile: possiamo provare direttamente gli attrezzi che usi ogni giorno e sistemare le impugnature sul posto.
FAQ — Le domande che mi fanno sul dolore interno al gomito
Devo smettere di lavorare o di allenarmi?
Quasi mai serve fermarsi del tutto. In genere si riduce temporaneamente la parte più aggressiva per il tendine — le prese di forza massimali, i gesti ripetuti sotto carico — mantenendo tutto il resto. Fermarsi completamente sembra la scelta prudente, ma spesso allunga i tempi e rende il ritorno più difficile.
Serve la fascia elastica sull’avambraccio?
In alcune persone aiuta a rendere più tollerabili certi gesti nelle fasi iniziali, ed è un supporto ragionevole. Non cura il problema, però: è un aiuto temporaneo che ha senso dentro un percorso, non al posto di quello.
Ghiaccio o calore?
Il ghiaccio può dare sollievo dopo un’attività che ha risvegliato il dolore, il calore aiuta di più quando prevale la sensazione di rigidità. Nessuno dei due modifica la struttura del tendine: sono strumenti di comfort, mentre il lavoro che cambia le cose è l’esercizio.
Quanto ci vuole per tornare a stringere senza dolore?
Dipende da quanto dura il problema, dal carico a cui devi tornare e da quanto è costante il lavoro. Nelle forme recenti si ragiona in settimane; in quelle che si trascinano da mesi serve più tempo e una progressione paziente. Preferisco darti indicazioni realistiche piuttosto che una data che non posso garantire.
Lavoro a Fano e la sera non riesco a spostarmi: si può fare a domicilio?
Sì, copro a domicilio Fano, Marotta e tutta la provincia di Pesaro-Urbino. Per questo tipo di problema funziona bene, perché gli esercizi richiedono poca attrezzatura e possiamo impostarli direttamente con quello che hai in casa. In alternativa ci vediamo in studio a Colli al Metauro o al centro Pegaso Salute di Pesaro.
Il gomito non passa aspettando
Se questo dolore ti accompagna da settimane e hai già provato con il riposo senza risultati stabili, è il momento di cambiare strategia. Un percorso di carico progressivo, impostato sui gesti che fai davvero, è ciò che nella maggior parte dei casi porta più lontano. Scrivimi e raccontami quando fa male: da lì costruiamo il resto.
Dott. Davide Diamantini — Fisioterapista con studio a Colli al Metauro e al centro Pegaso Salute di Pesaro. A domicilio in tutta la provincia di Pesaro-Urbino. Iscritto all’albo n. 799.
