Hai l’endometriosi e la schiena è sempre a pezzi? Non è un caso
Se hai l’endometriosi, probabilmente conosci benissimo anche questo: una rigidità nella bassa schiena che non se ne va mai. Non è il dolore pelvico — quello lo conosci fin troppo bene. È quell’altro: la lombare sempre contratta, quella sensazione di schiena “compressa” che peggiora durante il ciclo ma che in realtà c’è sempre, anche nei giorni buoni.
Nessuno ti ha mai spiegato perché la schiena è così collegata all’endometriosi. Il collegamento ha un nome preciso: lo psoas.
Lo psoas: il muscolo che collega la schiena alla zona pelvica
Lo psoas è un grande muscolo profondo che parte dalle vertebre lombari, una per una, attraversa il bacino e arriva alla coscia. Nel suo percorso attraversa tutta la zona pelvica, passando a stretto contatto con utero, ovaie e tutti gli organi coinvolti dall’endometriosi.
I due sono letteralmente vicini di casa: lo psoas e gli organi pelvici condividono lo stesso spazio, separati da pochissimo tessuto.
Il meccanismo: la corazza muscolare di protezione
Quando in quella zona c’è infiammazione cronica, aderenze e dolore, il corpo contrae automaticamente i muscoli intorno per proteggerla. È lo stesso meccanismo per cui con un forte mal di pancia ti pieghi in avanti — il corpo crea una corazza muscolare intorno all’area in sofferenza.
Lo psoas è il primo muscolo a rispondere. Si irrigidisce, si accorcia, si contrae per difendere la zona pelvica. Sul momento è una strategia perfetta.
Il problema è che nell’endometriosi l’infiammazione non dura cinque minuti — dura mesi, anni, a volte decenni. E lo psoas resta contratto per tutto quel tempo.
Ecco dove la schiena entra in gioco
Lo psoas si attacca direttamente ai dischi vertebrali lombari, uno per uno. Quando è cronicamente contratto, tira su quei dischi senza sosta. La colonna lombare finisce sotto una trazione costante, i dischi vengono compressi, la schiena è perennemente sotto pressione.
Non perché ci sia qualcosa che non va nella schiena — perché un muscolo che sta davanti alla colonna la sta tirando da dentro, 24 ore su 24, come reazione a quello che succede nella zona pelvica. Ecco perché la risonanza alla schiena non trova nulla di eclatante: il problema non è strutturale, è muscolare.
Il circolo vizioso che si autoalimenta
- L’infiammazione pelvica contrae lo psoas
- Lo psoas contratto comprime ulteriormente gli organi pelvici, riducendo lo spazio
- Gli organi sotto pressione alimentano l’infiammazione
- L’infiammazione contrae ancora di più lo psoas
La schiena peggiora, il dolore pelvico peggiora, e i due si alimentano a vicenda. Ecco perché il mal di schiena nell’endometriosi sembra non avere soluzione — non è un problema “della schiena” da trattare con i classici rimedi. È il risultato di uno psoas intrappolato in una contrazione di protezione da cui non riesce a uscire.
Cosa si può fare concretamente
Una premessa importante: lavorare sui muscoli non è una soluzione all’endometriosi. L’endometriosi va gestita con il supporto medico adeguato. Ma ridurre la tensione dello psoas e di tutta la catena muscolare è una delle cose più concrete e utili per spezzare quel circolo vizioso.
Nel mio studio a Fano e Colli al Metauro lavoro su:
- Rilascio manuale dello psoas — tecniche specifiche per ridurre la contrazione cronica e restituire lunghezza al muscolo, togliendo la trazione sulla colonna lombare
- Mobilizzazione della colonna lombare — per scaricare le vertebre che lo psoas tiene sotto pressione
- Rilascio del diaframma — il diaframma è collegato allo psoas dalla stessa fascia. Quando il diaframma si sblocca, lo psoas risponde rilassandosi
- Lavoro sul pavimento pelvico — in collaborazione con professionisti specializzati quando necessario
- Esercizi domiciliari — una routine quotidiana di rilascio dello psoas e respirazione diaframmatica per mantenere il risultato tra una seduta e l’altra
Quando lo psoas si rilassa, gli organi pelvici hanno più spazio e meno compressione. La schiena si scarica. La tensione generale cala. Non è la cura — è qualcosa che puoi fare attivamente, ogni giorno, accanto a tutto il resto. Ed è spesso la cosa che fa la differenza tra sopravvivere ai sintomi e gestirli davvero.
FAQ — Domande frequenti
La fisioterapia può curare l’endometriosi?
No. L’endometriosi è una patologia che va seguita dal ginecologo. La fisioterapia agisce sulle conseguenze muscolari — lo psoas contratto, la schiena compressa, il circolo vizioso dolore-tensione — migliorando significativamente la qualità della vita.
Il mal di schiena da endometriosi è diverso dal mal di schiena comune?
Sì. Tende a peggiorare durante il ciclo mestruale, è spesso bilaterale e profondo, e non risponde ai classici trattamenti per la lombalgia. La chiave è lavorare sullo psoas, non sulla schiena in sé.
Quante sedute servono?
I primi miglioramenti si sentono dopo 2-3 sedute. Un percorso di 6-8 sedute riduce significativamente il circolo vizioso. Sedute di mantenimento periodiche aiutano a gestire i periodi più intensi.
Posso fare gli esercizi per lo psoas da sola a casa?
Sì, ti insegno una routine specifica. Ma nella fase iniziale serve il rilascio manuale — lo psoas contratto da anni non si sblocca con gli esercizi da solo.
Prenota la tua valutazione a Fano, Pesaro e Colli al Metauro
Se convivi con l’endometriosi e la schiena è sempre a pezzi, contattami su WhatsApp. Possiamo spezzare quel circolo vizioso e restituire sollievo alla tua lombare — accanto al percorso medico che stai già seguendo.
Dott. Davide Diamantini — Fisioterapista a domicilio e in studio a Fano, Pesaro e Colli al Metauro. Iscritto all’albo n. 799.
